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venerdì 8 maggio 2020

STEP #14 Nell'Ottocento

Nell'Ottocento troviamo come evento importante riguardo allo sviluppo della digitalizzazione  la pubblicazione nel 1854 dell'algebra Booleana di George Boole nel quale racconta di un sistema per trattare ogni relazione logica con l'utilizzo di formule algebriche.
Le operazioni(come l'addizione, la sottrazione e la moltiplicazione) vengono sostituite con valori di congiunzione, disgiunzione e negazione, mentre gli unici numeri utilizzati, 1 e 0, assumono rispettivamente i significati di vero e falso.
Da questo momento inoltre, saranno inventati i primi dispositivi meccanici guidati da un pattern binario.

La rivoluzione industriale invece come sappiamo portò alla meccanizzazione molte attività come la tessitura tra le prime.
Troviamo così ad esempio le schede perforate nel telaio di Joseph Marie Jacquard del 1801, dove un buco nella scheda indicava un uno binario e di conseguenza un punto non perforato indicava lo zero binario.
Questo telaio fu molto lontano dai moderni calcolatori, ma dimostrava come le macchine potessero essere guidate da un sistema binario.
Telaio di Joseph Marie Jacquard
https://it.wikipedia.org
Abbiamo ancora nell'Ottocento un avvenimento importante per la storia dei moderni computer.
Tutto iniziò infatti da Charles Babbage quando nel 1833 concepì il progetto della sua macchina.
Essa avrebbe avuto la stessa flessibilità dei calcolatori moderni, senza la loro velocità: sarebbe stata in grado di eseguire tutte le operazioni aritmetiche, avrebbe immagazzinato informazioni fruibili successivamente, grazie ad un meccanismo di leve e ingranaggi e sarebbe stato il primo esempio di macchina con un'unità di memoria ed un'unità di calcolo.
Tuttavia non fu mai realizzata e bisognerà aspettare diversi anni per arrivare alla creazione del primo vero computer.
Macchina analitica di Charles Babbage
https://www.milanoplatinum.com
Qui sopra troviamo la macchina analitica di Babbage che sarà utilizzata come modello, per lo schema utilizzato nel funzionamento, per la realizzazione del primo computer.

Sitografia:
https://it.wikipedia.org
https://www.milanoplatinum.com

venerdì 1 maggio 2020

STEP #12 Nella storia medievale e moderna

Nell'alto Medioevo:
Intorno all'anno Mille tra le decine di attività di intellettuali poliedrici e cosmopoliti trovano dibattito molte questioni del sapere scientifico e tecnologico destinate a influenzare le epoche successive.
Una di queste ultime riguarda proprio il digitale o, meglio, le basi teoriche e fisiche del moderno computing.
La "indignatio" di Beda rappresentata nel De Numeris di Rabano  Mauro
https://vulvino.wordpress.com
Nel VII secolo d.C, vive ed opera un monaco benedettino, Beda, autore di opere storiche, letterarie e scientifiche.
In una di queste, il De ragione temporum, nel capitolo intitolato De computo del loquela digitorum questo studioso metteva a punto un codice dattilonumerico per rappresentare un sistema di calcolo "digitale", ossia con le dita(dal latino digitus, "dito").
Sembra che la tecnica del calcolo con le dita, o indignatio, esistesse già nell'antico Egitto.
Da lì si sarebbe diffusa poi nell'occidente greco-romano e nell'oriente persiano.
Al modello dell'indignatio si è poi ispirato, nell'Alto Medioevo, Beda che, con il suo codice, consegna all'Europa medievale, ed all'intera storia europea successiva, il sistema del calcolo digitale.Tale tecnica verrà poi ripresa nel X e nel XV secolo diffondendosi anche durante il periodo del Rinascimento.Come si vede dalla figura, in tale tecnica non viene semplicemente associata la quantità di oggetti alla corrispondente quantità di dita, poiché ogni cifra viene rappresentata attraverso una combinazione diversa delle dita stesse, che possono essere estese o piegate.Siamo appunto di fronte ad un calcolo, non soltanto ad un conto.


Nell'età moderna:
Esemplare di Pascalina
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Prime invenzioni basate su un sistema di numerazione binaria invece, possiamo ritrovarle subito dopo l'invenzione delle scale logaritmiche perché a partire da questa iniziarono tutta una serie di sviluppi negli strumenti di calcolo.
Nel 1623 venne inventata una macchina calcolatrice da Schickhard poi ripresa nel 1640 da Pascal con l'invenzione della Pascalina.
È il 1702 l'anno più importante perché qua Leibniz sviluppò la logica come disciplina matematica e formale con i suoi scritti sul sistema numerico binario.
Nel suo sistema l'uno e lo zero rappresentano i valori vero e falso o gli stati on e off così come li consideriamo ancora oggi.



Sitografia:
https://vulvino.wordpress.com
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sabato 11 aprile 2020

STEP #08 I Quipo Peruviani come prima digitalizzazione

Secondi gli storici, già ai tempi degli Inca si è utilizzato un sistema di numerazione per rappresentare e tramandare informazioni come oggi siamo soliti fare con i nostri aggeggi tecnologici.
In realtà da quando sono stati trovati in una versione più semplificata nell'insediamento di Caral a Supe, in Perù, abitata tra il 3000 a.C. ed il 2000 a.C. si è dovuto ipotizzare che siano stati inventati molto tempo prima del periodi Inca.
Il Quipo(in lingua quechua) è un insieme di cordicelle annodate distanziate in modo sistematico tra loro e legate a una corda più grossa corte che le sorregge.
Nel dialetto della lingua quechua, questa parola significa "nodo".
Si crede che i quipos, scoperti in antichi insediamenti in Perù, fossero utilizzati per calcoli astronomici, fondamentali per la cultura inca, per formule magiche ma anche per descivere sommariamente avvenimenti storici ed economici.
Alcuni dati, non sono numeri, ma sono quello che chiamano etichette di numeri.

Il sistema Inca per le informazioni in Quipo, o corde annodate
http://truefantasy.altervista.org

Essi erano ugualmente composti di cifre, ma il numero risultante sembra fosse usato come un codice, così come noi usiamo numeri per riferirci a individui, posti o altro.
Vista la mancanza di contesto per i singoli quipo, è difficile accertare cosa possa significare ogni codice trovato.
Anche altri aspetti dei quipo  comunicavano informazioni, come il colore del codice, la posizione relativa delle corde, lo spazio e la struttura delle corde e delle sottocorde.
Secondo gli studi più recenti, gli Inca avrebbero usato il sistema a nodi non solo per registrare numeri, quindi non solo come semplici pallottolieri, ma come rudimentale forma di scrittura, per ricordare gli eventi del loro grande impero.

Il quipos non registrava le parole con segni grafici, ma piuttosto  con un sistema di codice binario tridimensionale, simile al linguaggio dei moderni computer.
Quando scriviamo qualcosa al computer, secondo il codice ASCII, scriviamo sequenze di otto zero e uno.
Le informazioni Inca appaiono invece codificate in sequenze di sette bit.

Sitografia:

STEP#25 Il passo finale

Siamo giunti alla fine di questo lungo viaggio... Lo scopo di questo blog era effettuare un approfondimento sotto diversi contesti riguardo...